Servizio giornalistico a cura di Laura Adornato
Anche se in modo attenuato persiste tuttora, a Cittanova, il fascino dei riti della Settimana Santa, che iniziano dopo le privazioni della Quaresima, con la Domenica delle Palme e terminano con la tradizionale “Affruntata” e la processione per le vie cittadine nella Domenica di Pasqua. Durante questa settimana avvenimenti di rilievo sono la “Lavanda dei Piedi” nella giornata di Giovedì Santo e, una tradizione ancora viva, la visita ai Sepolcri. Nelle chiese cittadine vengono preparati gli altari con il pane azzimo, le spighe di grano, il vino e durante la serata si suole fare il giro di tutte le chiese per visitare questi altari. In passato nella serata del Giovedì ed il giorno dopo durante la processione del Venerdì Santo e la Via Crucis,per le vie del paese si udiva il suono dei “carìci”(raganelle), strumenti di legno suonati dai bambini. Il Venerdì Santo inizia con la processione “da Cruci” all’alba, la quale veniva definita in passato “di l’omani”, perché il nucleo centrale che portava la croce con i simboli della Passione era formato da uomini che intonavano i canti intervallando con le preghiere, le donne seguivano dietro. Anche oggi, la tradizione viene rispettata e la Croce è sempre portata da uomini, molti dei quali seguono le tradizioni trasmesse dai padri. A metà mattinata si svolge la processione de “I Misteri” che si snoda tra la Chiesa Matrice e la Chiesa del Calvario. Il nome di “Misteri”, dato alle statue che raffigurano le scene della passione di Gesù Cristo, sembra derivi anche dall’uso del termine per indicare, già dal Trecento, drammi sacri tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, nell’area franco spagnola; dalla Spagna, dove tali rappresentazioni appartenevano al “teatro de los misterios”, vennero ad affermarsi nel nostro territorio. I misteri sono le statue che ripercorrono, nel ricordo, le tappe della Passione e Morte di Gesù Cristo. Il gruppo principale è formato dalle Varette dei Biangardi, le statue in legno di tiglio che vennero realizzate dai Biangardi in quell’arco di tempo che va dal 1858 al 1893, ad esse si aggiunge la statua del Cristo morto,di autore sconosciuto. I gruppi dei misteri presenti sono senz’altro quelli più rappresentativi per numero ed ampiezza scenica con evidenti riferimenti a note iconografie della storia dell’arte. Esse sono: “L’orazione nell’orto di Getsemani”, “La Flagellazione”, “L’Incoronazione di Spine”, “La Caduta”, “L’ecce homo”, “Il Calvario”, “La Maddalena”, “La Pietà”, “L’Addolorata”, “San Giovanni”, “Il Crocifisso”, “La Deposizione” ed “Il Cristo Morto” e vengono portate a spalla da uomini e donne per tutto il tragitto; appena giunti alla Chiesa del Calvario, come tradizione, si assiste alla “predica” con l’intervento di un sacerdote o di un monaco venuto da fuori, alla fine le Varette vengono riportate nelle diverse chiese dove rimangono tutto l’anno. La sera del Venerdì Santo si celebra la cosiddetta “menza missa” durante la quale, con una commovente cerimonia, il corpo del Cristo Morto, tolti i chiodi, viene deposto dalla croce e consegnato alla Madre Addolorata. La mattina della domenica di Pasqua ha luogo la cosiddetta “Affruntata” che si svolge tra le due vicine chiese della Matrice e del SS. Rosario. Sulla porta della chiesa Matrice avanza la statua del Cristo Risorto che viene portata in piazza: tra la folla aleggia l’attesa, che diventa quasi tensione mentre si aspetta San Giovanni il quale, partendo dalla chiesa del Rosario, giunge velocemente, avvolto da un velo nero; arrivata dinnanzi al Cristo Risorto, la statua viene piegata a simulare un inchino, il velo nero viene tirato giù e San Giovanni indietreggia verso la chiesa del Rosario dove va a portare la novella alla Madonna. Sono momenti intensi: grandi e piccoli sono trepidanti, con gli sguardi attenti a cogliere il momento dell’incontro tra Madre e Figlio, dunque sono momenti di grandi emozioni, i grandi rivivono l’attesa dell’infanzia mentre sostengono i più piccoli pronti a godere del momento di gioia;ed ecco arrivare di corsa le statue di San Giovanni e della Madonna che, giunta dinnanzi al Cristo si inchina, il velo nero cade…è l’attimo in cui le recondità del cuore umano fanno capolino tra le limpide lacrime di commozione subito frenate dai suoni festosi delle campane,delle voci che acclamano e delle mani che in movimento liberatorio applaudono. Calmati gli animi, la banda avvia la processione con la quale le tre statue vengono portate ad allietare tutte le vie del paese in festa!
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